AlpBioEco

Valorisation of innovative bio-economical potentials along bio-based food & botanical extract value chains in the Alpine Space

BM #21: Semi di fieno alpino

Descrizione del prodotto

Nell’area alpina, i prati da sfalcio (pascoli magri) possono essere utilizzati per la produzione di materiale seminativo. Ogni tre anni, i prati di fiori di fieno alpino possono essere falciati con l’ausilio di uno speciale macchinario che ne recide solo la parte sommitale per raccogliere il capolino dei fiori lasciando comunque sul prato una quantità di fieno sufficiente a garantirne la raccolta da parte dei coltivatori e l’utilizzo come foraggio convenzionale per l’alimentazione degli animali. I fiori raccolti verranno, quindi, essiccati e imballati in grandi sacchi  per essere poi venduti per finalità di rivegetazione. L’offerta può essere completata attraverso l’offerta di servizi di rivegetazione o consulenza dato che la semina del fieno alpino richiede, comunque, un certo livello di conoscenza e competenza. Questo materiale seminativo di origine regionale risulta di particolare interesse per la rivegetazione di cantieri edilizi, cantieri stradali, terrapieni, tetti o nel quadro di progetti di rinaturalizzazione. Inoltre, il materiale raccolto può essere utilizzato anche nel settore della cosmesi come base per la produzione di essenze e distillati a base di fori di fieno. Il prodotto materiale seminativo può essere utilizzato per circa tre anni prima di perdere le proprie capacità germinative.

Raccolta di materiale seminativo di fieno alpino per finalità di rivegetazione in Austria © Conrad Amber, www.conradamber.at

Austria

Per il progetto, abbiamo collaborato con una piccola azienda orticola che sta già producendo, nel quadro di una fase sperimentale, semi di fieno alpino raccolti,  dietro compenso, da prati da sfalcio della regione di proprietà di agricoltori.

Opportunità commerciali e di marketing

L’esperienza ci mostra come nel Vorarlberg, Austria, vi sia una ridotta ma crescente domanda di materiale seminativo locale. I principali gruppi target dei prodotti e dei servizi ad essi correlati sono architetti, costruttori, istituzioni pubbliche ed anche privati. Al momento, non sono molti i produttori di materiale seminativo regionale da prati di fieno alpino. Nonostante molti allevatori siano proprietari di prati da sfalcio, spesso li utilizzano esclusivamente per la produzione di foraggio. Mettendoli (a pagamento), ogni tre anni, a disposizione di un’azienda interessata a raccogliere, lavorare e commercializzare i semi di fieno alpino dei propri prati, gli allevatori possono ricavare un maggiore valore economico da questi ultimi. Lo sfalcio, con cadenza triennale, della parte sommitale di questi  prati per la produzione di semi di fieno alpino non ha alcuna ricaduta negativa sulla produttività o sulla biodiversità degli stessi. Inoltre, gli allevatori possono continuare a falciare i propri prati per produrre foraggio. Si tratta, pertanto, di un’idea economicamente interessante tanto per gli allevatori locali quanto per i produttori di semi di foraggio alpino che non possiedono propri prati per procurarsi la necessaria materia prima. Inoltre, il modello di business contribuisce ad un maggiore apprezzamento dei prati di foraggio alpino, degli allevatori e dell’agricoltura e dell’allevamento in generale. Questo modello di business è interessante per le imprese orticole in quanto permette loro di venire incontro ad una specifica domanda, ossia quella di materiale seminativo regionale. Con la crescente consapevolezza dell’importanza di tematiche come quelle della biodiversità e degli ecosistemi regionali, si prevede che che la domanda segua lo stesso trend. Inoltre, la raccolta dei capolini di fiore di fieno alpino risulta interessante anche per le imprese del settore cosmetico che possono utilizzare sia semi di fieno freschi che semi più “stagionati“, ormai non più piantabili e, quindi, probabilmente meno costosi di quelli freschi. Infine, quando il materiale è troppo “vecchio“ per essere seminato o utilizzato nell‘ industria cosmetica, lo si potrà sempre utilizzare come mangime.

Ostacoli sulla strada dell'implementazione

Per implementare con successo il modello di business, si dovranno comunicare efficacemente i benefici garantiti dal materiale seminativo regionale a potenziali consumatori e gruppi target. Attualmente, la consapevolezza dell’importanza e dei benefici di tale materiale è ancora modesta tra i consumatori. Inoltre, anche l‘aspetto delle tempistiche rappresenta un ostacolo all‘implementazione. La produzione di semi di fieno regionale deve essere, infatti, programmata con molto anticipo dato che la raccolta dei semi ha luogo una sola volta all’anno ed i semi devono essere, quindi, essiccati. Le istituzioni pubbliche, tuttavia, spesso non programmano con così grande anticipo quando e di quale quantità di semi abbiano necessità per le proprie attività di rivegetazione. Spesso, inoltre, i bandi di gara non prevedono precisi requisiti relativi alle caratteristiche dei semi che specifichino la necessità di materiale seminativo di origine regionale.

Ad inizio stagione, non è, quindi, ancora possibile stimare quali quantitativi di semi possano essere venduti entro la fine dell’anno. Di conseguenza, operare una stima dei necessari volumi di produzione risulta altrettanto difficile con il rischio di produrre eccessivi o insufficienti quantitativi. Inoltre, la raccolta dipende naturalmente dalle condizioni meteorologiche, dalla disponibilità di prati e dalla disponibilità a collaborare da parte degli allevatori. Reperire un sufficiente numero di  prati rappresenta un ulteriore ostacolo che potrebbe essere sormontato collaborando con allevatori di più regioni. Infine, anche l’aspetto logistico pare complesso. Per produrre i semi servono appositi macchinari, adeguati spazi di magazzinaggio e la necessaria manodopera per la loro lavorazione manuale. 

Suggerimenti per le successive azioni da intraprendere

Come primo passo, sarà importante ampliare la rete degli attori rilevanti per questo modello di business. Allevatori, imprese orticole, architetti, organizzazioni ambientali promotrici della biodiversità ed imprese dell‘industria cosmetica dovranno essere messe in rete tra loro avvalendosi del modello di business. Istituire e sviluppare una rete per la produzione di semi di fieno regionale può essere utile visto che ciò può aumentare la visibilità del prodotto e dei soggetti che ne fanno parte, agevolare la comunicazione tra le imprese e rafforzare la collaborazione. Inoltre, può incrementare l‘identificazione dei membri con il prodotto e con la regione. In tale contesto, la promozione della rete e degli specifici  vantaggi che essa offre ai suoi membri avrà un’importanza essenziale. Inoltre, si dovranno svolgere attività di lobbying e sensibilizzazione del pubblico verso il prodotto ed i benefici che esso offre a livello di biodiversità e creazione di valore a livello regionale.

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