AlpBioEco

Valorisation of innovative bio-economical potentials along bio-based food & botanical extract value chains in the Alpine Space

BM#11/20 - Stoviglie usa e getta e imballaggi biodegradabili

Descrizione del prodotto

Gli imballaggi bio-based e bio-degradabili a base di sansa di mele rappresentano un’alternativa estremamente promettente ai tradizionali prodotti in plastica convenzionale in grado di contribuire alla riduzione dell‘inquinamento ambientale dovuto ai rifiuti plastici. La loro importanza è destinata a crescere ancor di più quando i prodotti usa e getta in plastica saranno definitivamente banditi dalla legislazione UE entro il 2021. Si ritiene che stoviglie usa e getta ed imballaggi bio-degradabili prodotti a partire dalla sansa di mele possano incontrare il favore dei consumatori alla luce della maggior consapevolezza acquistata dagli stessi rispetto a questa tematica ed alla crescente necessità di individuare una più sostenibile alternativa alla plastica convenzionale.

Cannucce biodegradabili a base di sansa di mele. © Miličić

Austria

Per il progetto, abbiamo collaborato con un centro di ricerca per condurre un‘analisi scientifica della sansa di mele. L‘obiettivo è stato quello di acquisire una più approfondita conoscenza della materia prima per rendersi, così, conto, per esempio, se e come diverse varietà di sansa di mele richiedano diversi parametri di produzione e quale sia la materia prima più, o meno, promettente da sottoporre ad ulteriori ricerche in tale campo di applicazione. Sono stati quattro i diversi campioni analizzati. Per operare un confronto tra di essi, i campioni sono stati tutti sottoposti alla stessa procedura adottando, per l’estrazione, gli stessi solventi, la stessa temperatura e la stessa durata di estrazione. I risultati delle analisi evidenziano come il processo di essiccazione della sansa di mele influisca sulla composizione di ingredienti e nutrienti. Si tratta di un aspetto importante visto che la sansa di mele contenente un‘elevata quantità di importanti nutrienti non dovrebbe essere, infatti, utilizzata per la produzione di imballaggi, ma, al contrario, essere preferibilmente impiegata per sottoporla ad ulteriore lavorazione e trasformata in prodotti destinati al consumo umano o come mangime visto che, grazie all‘elevato contenuto, per esempio, di zuccheri e proteine essa può apportare benefici anche all’alimentazione degli animali.

Opportunità commerciali e di marketing

Grandi quantità di sansa di mele vengono attualmente utilizzate come mangime. Per i produttori di succo di mela, vendere la sansa di mele alle aziende produttrici di imballaggi (che producono e/o commercializzano stoviglie usa e getta ed imballaggi biodegradabili) rappresenterebbe un’interessante opportunità di valorizzare un proprio sottoprodotto. La prima scelta per la commercializzazione di stoviglie usa e getta ed imballaggi sarebbe rappresentata dal “business to business“ o “B2B”. Per esempio, prodotti standardizzati e piatti usa e getta possono essere commercializzati e distribuiti attraverso fornitori del settore gastronomico e grossisti. Una seconda promettente opportunità verrebbe dalla commercializzazione B2B attraverso la collaborazione con aziende del settore alimentare alla ricerca di materiali di imballaggio alternativi più sostenibili. Un‘eccellente opportunità risiede, per esempio, nella sostituzione dei vasetti da yogurt in plastica convenzionale. In generale, gli imballaggi biodegradabili vengono percepiti come una possibilità di differenziarsi dalla concorrenza offrendo un punto di forza distintivo che può,  a sua volta,  avere  ricadute positive sulle aziende.

Ostacoli sulla strada dell'implementazione

Essendo imballaggi e stoviglie prodotte a partire dalla sansa di mele prodotti nuovi, sono molti i dubbi che necessitano di un chiarimento. In primo luogo, la quantità di materiali di imballaggio che può essere prodotta a partire da materie prime di origine regionale è risultata subordinata alla  disponibilità di materia prima all’interno della regione, che, a sua volta, può variare da stagione a stagione. Importare i necessari volumi di materia prima non pare essere la soluzione auspicabile visto che equivarrebbe a compromettere ogni tipo di ricaduta economica positiva a livello regionale. In secondo luogo, sviluppare il prodotto in maniera tale da far sì che soddisi tutti i previsti requisiti igienici e di produzione (per esempio, shelf life dell’alimento, assenza di residui, per esempio di pesticidi, nella confezione del prodotto) rappresenta un ulteriore ostacolo. Un‘ importante  problematica nasce dal fatto che la sansa di mele non proviene, di norma, da un’unica varietà di mele ma, bensì, da una miscela di più varietà non note. Di conseguenza, si osserva un’ampia variabilità nei livelli di qualità e nelle caratteristiche materiali che si può potenzialmente tradurre in un’analoga variabilità a livello di qualità del prodotto finale imballaggio/stoviglie. Inoltre, diversi trattamenti come l’essiccazione della materia prima possono rendere difficile la produzione di imballaggi con le stesse caratteristiche igieniche e tecnologico-alimentari. In terzo luogo, sarà importante operare una distinzione tra diversi tipi di materie al fine di garantire la sostenibilità dei prodotti: alcune materie prime contengono un’elevata quantità di nutrienti di alta qualità. In tal caso, la loro lavorazione dovrà essere impostata in maniera tale da garantire che la sansa di mele ricca di nutrienti rimanga, comunque, disponibile per consumo umano o come mangime. Un altro ostacolo tecnico all’implementazione è rappresentato dalla compatibilità con i macchinari esistenti: i nuovi materiali di imballaggio sono compatibili con i macchinari in uso? I produttori chiederanno rassicurazioni rispetto al fatto che il materiale alternativo funzioni anche con le proprie attrezzature. In caso contrario, le aziende si troverebbero costrette a sviluppare o acquistare nuovi costosi macchinari, il che rappresenterebbe un ostacolo non da poco sulla strada dell‘implementazione. Inoltre, gli imballaggi bio-degradabili devono reggere il confronto con le soluzioni convenzionali dal punto di vista economico. Se non garantiscono margini e caratteristiche analoghe ad esse, sarà difficile far sì che le aziende si entusiasmino per il prodotto.

Suggerimenti per le successive azioni da intraprendere

Come primo passo, occorrerà procedere allo svolgimento di una ricerca di mercato sulla disponibilità di materie prime per rendersi conto di quali siano i volumi di materia prima disponibili e quali quantitativi di imballaggi/stoviglie si possano produrre a partire da esse. Si procederà, quindi, ad identificare, e mettere in contatto tra loro, le aziende più interessate: aziende fornitrici di materia prima, centri o società di ricerca in possesso di idonee competenze, società produttrici di imballaggi che desiderino lavorare sullo sviluppo del prodotto e un costruttore di macchinari, se necessario. Inoltre, occorrerà provvedere all’esecuzione di ulteriori analisi di laboratorio sulla materia prima (per esempio test igienici sui  materiali di imballaggio, prove sui macchinari, shelf life dei prodotti alimentari confezonati con imballaggi biodegradabili) così come di uno sviluppo del prodotto a 360° allo scopo di identificare la materia prima più idonea. Quindi, sulla base dei risultati, si calcoleranno nel dettaglio le risorse finanziarie, ivi inclusi prezzo della materia prima, costi di certificazione e costi per logistica/marketing. Inoltre, sarà utile procedere alla ricerca di investitori e sponsor per lo sviluppo di imballaggi biodegradabili.

Per ulteriori dettagli, leggere la nostra brochure sulle migliori pratiche

Vuoi saperne di più sull'analisi di laboratorio della vinaccia di mela avviata da AlpBioEco? Leggi la nostra intervista: Lo studio della vinaccia di mela in laboratorio in Austria: Intervista alla Dott.ssa Bettina Schwarzinger

© Feichtinger & Schwarzinger